Infatti il 29 marzo del
1941 il Podestà di Grugliasco Comm. Maggiora, indirizzando
una lettera al Consiglio di Amministrazione dell’83°
Corpo Vigili del Fuoco di Torino, protestò per la situazione
che si era creata in seguito all’entrata in vigore delle
nuove disposizioni legislative che sancivano il passaggio di
tutto il materiale antincendio dall’amministrazione comunale
al corpo provinciale di appartenenza del comune.
E fu proprio questo il motivo della protesta del Podestà
grugliaschese che denunciò l’impossibilità
di operare, di esercitarsi, di partecipare ad operazioni di
soccorso tecnico urgente del locale Corpo pompieristico in seguito
al ritiro da parte dell’83° Corpo di Torino di tutto
il materiale, ritiro peraltro avvenuto senza aver rilasciato
all’ente comunale nessun documento che lo attestasse.
Il podestà non mancò in quest’occasione
di sottolineare che tutta l’attrezzatura acquistata dal
Comune di Grugliasco era il frutto di annuali sacrifici finanziari.
Ma è evidente che ci fu qualche problema burocratico
tra il Comune di Grugliasco e l’83° Corpo Vigili del
Fuoco di Torino.
Infatti la risposta del Presidente del Consiglio d’amministrazione,
tale Marconcini, non tardò ad arrivare.
Il 29 marzo del 1941 il Presidente scrisse e ribadì che
il materiale inventariato e trasmesso all’83° Corpo
era diventato di proprietà di detto Comando Provinciale
come prevedeva la legge. Inoltre il Corpo volontario dei Vigili
del Fuoco di Grugliasco era diventato un distaccamento dipendente
dall’83° Corpo Vigili del Fuoco di Torino e non più
dal Comune. Il Presidente aggiunse poi che, in caso di interventi
ordinari oppure di bombardamenti aerei, la presenza di circa
80 vigili appartenenti al distaccamento permanente istituito
di recente, avrebbe garantito migliori risultati rispetto alla
piccola squadra “non permanente”. Il Presidente
chiarì e ribadì che i Vigili della squadra di
Grugliasco erano tenuti e potevano senza difficoltà esercitarsi
con il materiale in questione. Non solo: essi avrebbero anche
ricevuto maggiori insegnamenti da parte del Comandante permanente,
tale Maresciallo Gribaudo. Il Comando Provinciale di Torino
colse quindi l’occasione per informare il Podestà
di Grugliasco che, in virtù dell’ampliamento dell’organico
del suddetto Comando, sarebbero stati chiamati a prestare servizio
per l’83° corpo anche alcuni componenti della squadra
locale. Venne inoltre data la garanzia che era nelle intenzioni
del Comando di Torino aumentare l’efficienza del distaccamento
di Grugliasco. Purtroppo non ci sono altri documenti che permettano
di capire come realmente fosse la situazione, ma una cosa è
certa, i primi anni d’appartenenza al Comando di Torino
da parte del distaccamento di Grugliasco non furono certo i
più facili della sua storia. Se esaminiamo alcuni interventi
significativi del corpo pompieristico di Grugliasco, non si
può non ricordare il terribile incendio che distrusse
la Cascina Fornas nell’autunno del 1952. Per domare l’incendio
ci vollero ben 4 giorni e la squadra dei volontari si distinse
particolarmente ricevendo anche l’elogio del Comandante
dell’83° Corpo che nel suo encomio del 7 novembre
1952 (doc. 7) sottolineò la decisa e pronta azione svolta
dalla squadra locale durante l’opera di spegnimento.
A seguito di quest’incendio il Comandante dell’83°
Corpo effettuò dei sopralluoghi in Grugliasco e segnalò
il rischio di pericolosi incendi a causa della presenza nelle
cascine di numerosi depositi di foraggio. Fu questo il motivo
dell’emanazione, da parte del comando torinese, di alcuni
provvedimenti destinati alla prevenzione degli incendi. A titolo
esemplificativo ricordiamo: - la paglia nell’abitato di
Grugliasco non doveva essere tenuta sciolta ma pressata in balle
- la paglia e i foraggi non dovevano essere tenuti all’aperto
nei cortili quando quest’ultimi erano circondati da abitazioni
e tettoie
- i depositi di foraggio e paglia potevano essere istituiti
solo sotto tettoie con muro tagliafuoco per camerata da 8 metri
e dovevano elevarsi al di sopra del tetto
- divieto di fienili e pagliai sopra le abitazione poste a piano
terra
Venne inoltre ribadita la necessità di tenere sotto controllo
da parte del servizio di prevenzioni incendi del Comando di
Torino alcune attività a rischio nonché i grossi
depositi di paglia, foraggio e legname.
Un altro intervento degno di nota è quello relativo all’incendio
della Fonderia Mandelli di Collegno il 10 marzo 1974.
La relazione debitamente archiviata recita: ”Alle ore
23.20 i vigili del fuoco del locale distaccamento vengono chiamati
per uno scoppio avvenuto nella Fonderia Mandelli di via Torino,
21 in Collegno.
In breve tempo sono sul posto. Una lunga fiamma usciva da bombole
di gas acetilene sistemate sopra un autocarro; affiancato a
questo vi era un rimorchio, anche questo carico di bombole,
per un totale di 210 bombole (chiuse fra di loro in pacchi e
collegati l’un l’altro).
La squadra di vigili del fuoco discontinui giunta sul posto
iniziava l’opera di spegnimento, che più che altro
consisteva in raffreddamento delle bombole che venivano riscaldate
dalla lunga fiamma che battendo contro il muro ritornava sulle
stesse.
A questo punto né con l’acqua né con la
schiuma si riusciva a spegnere la fiammata. Mentre alcuni vigili
dirigevano i getti sulle bombole, il vigile Cravero Giovanni
si portava vicinissimo alla fiamma e chiudeva le valvole, evitando
così un grave pericolo alle persone ed allo stabilimento”.
Tale fatto venne riportato anche nel Bollettino del Corpo Nazionale
Vigili del Fuoco nell’edizione maggio-giugno 1974: “Il
Sindaco del Comune di Grugliasco, con lettera del 29 marzo u.s.,
ha segnalato la meritoria attività svolta dai vigili
del fuoco volontari del locale distaccamento, prodigatisi nelle
operazioni di spegnimento dell’incendio sviluppatosi nella
Fonderia Mandelli di Collegno (Torino) nel corso delle quali
si è particolarmente distinto il vigile Giovanni Cravero.
Il Direttore Generale della Protezione Civile e dei Servizi
Antincendi nel prendere atto di quanto riferito dal Sindaco
di Grugliasco, ha pregato il Comandante di Torino di voler far
pervenire al personale tutto del distaccamento l’espressione
del più vivo compiacimento e l’elogio del Ministero
per l’intera opera svolta, con elevato spirito di iniziativa
e senso del dovere, nell’interesse delle popolazioni di
quella zona. Il Direttore Generale ha disposto in favore del
vigile Giovanni Cravero anche la concessione di un premio in
denaro, in riconoscimento del lodevole comportamento dimostrato
durante il predetto intervento”.
In seguito
all’apertura del distaccamento permanente di Grugliasco,
i vigili del fuoco volontari di Grugliasco furono ridotti all’inattività.
Infatti nell’estate del 1978 venne applicata la normativa
nazionale che prevedeva lo smantellamento dei distaccamenti
volontari nei comuni dove era presente un presidio permanente.
Dapprima il Comando Provinciale di Torino privò il distaccamento
volontario dei mezzi (tra cui l’autopompa OM 150) e di
tutta l’attrezzatura, lasciando il solo equipaggiamento
personale dei vigili e alcuni armadietti.
In seguito tolse al distaccamento anche gli armadietti portando
l’equipaggiamento dei volontari presso la caserma di corso
Allamano, e restituì i locali che ospitavano il distaccamento
al Comune di Grugliasco che ne era locatore.
Dopo 105 anni di attività ininterrotta sembrava che la
storia del distaccamento di Grugliasco fosse veramente alla
fine.
Ma se furono in molti ad auspicare la chiusura del distaccamento
volontario di Grugliasco, furono anche in molti a rivendicare
l’importanza di questa struttura lottando per ridare al
corpo l’operatività e l’efficienza che gli
era stata negata. Durante il periodo di inattività del
distaccamento, un incendio si sviluppò in via Girardi
n. 7 a Grugliasco.
Oltre al
personale permanente intervennero anche alcuni vigili volontari
di Grugliasco che, avvisati dal personale del Comune, si recarono
con mezzi propri sul luogo dell’intervento operando con
le squadre permanenti inviate sul posto. Il sindaco di allora,
Angelo Ferrara, espresse i più vivi ringraziamenti per
l’attività svolta “con spirito di sacrifico
e grande senso civico” (doc. 8).
Il Comune di Grugliasco fu sicuramente l’ente che meno
gradì la perdita del distaccamento di piazza Matteotti
e non fu insensibile alle richieste di aiuto dei volontari.
Infatti il Sindaco, tale Angelo Ferrara, scrisse un’istanza
al Comandante dell’ 83° Corpo di Torino dove chiese
la riapertura immediata del distaccamento volontario.
Il Comune propose di offrire nuovamente i locali che ospitavano
il distaccamento senza far pagare al Ministero degli Interni
alcuna locazione e di ristrutturare i locali fornendoli di servizi
igienici, docce e telefono. L’inattività del distaccamento
durò circa un anno e mezzo ma grazie all’impegno
dell’amministrazione comunale, dei vigili volontari, del
Comando Provinciale di Torino, degli organi di stampa, si superarono
molte difficoltà e il distaccamento venne riaperto. Alla
riapertura venne consegnato al distaccamento un ACT ROMEO; in
seguito arrivò un LEONCINO APS e alla fine un OM150 APS.
Non si può
in questa sede non fare un breve cenno all’incendio che
colpì l’11 aprile del 1997 il Duomo di Torino,
dove è conservata la Sacra Sindone.
I Vigili del Fuoco di Grugliasco vennero allertati pochi minuti
prima della mezzanotte a supporto delle prime squadre della
centrale di corso Regina intervenute per prime sul luogo dell’incendio.
Dal distaccamento partirono immediatamente 15 vigili muniti
di tutti i mezzi a disposizione: l’a.p.s., il polisoccorso
e la campagnola. Una squadra composta da 4 vigili venne trattenuta
in centrale per sopperire alla mancanza di personale permanente
che era stato inviato presso il luogo dell’intervento.
Il resto dei vigili partecipò alle operazioni di spegnimento.
La scena che si presentò fu sconvolgente: la cappella
del Guarini era avvolta dalle fiamme e il pericolo di crolli
era elevato. Alcuni vigili entrarono nel Duomo e si recarono
sotto la cappella partecipando attivamente alle operazioni di
salvataggio della Sacra Sindone.
Nel 1999
il distaccamento di Grugliasco aderì all’invito
dell’ Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari
di partecipare alla Missione Arcobaleno promossa dal Ministero
degli Interni in occasione dell’invasione dei profughi
kossovari in Albania. Volontari di Grugliasco parteciparono
alla prima spedizione a Valona dove lavorarono per l’allestimento
del campo profughi della Regione Piemonte e si fermarono per
l’intera durata della Missione Arcobaleno. Da sottolineare
l’operato del Vigile Volontario Maria Luisi Benini che
rimase nel campo di Valona per alcuni mesi con mansioni di coordinamento.
Al suo rientro in Italia venne premiata con la medaglia d’oro
al valor civile per l’operato svolto in Albania.
Nell’ottobre
2000, il Piemonte fu colpito da un terribile alluvione.
Poiché Grugliasco non fu toccata dalla furia della acque,
il distaccamento operò in zone diverse da quelle di normale
appartenenza.
Squadre operarono infatti presso Susa (TO) in supporto al locale
distaccamento permanente, poiché era necessario effettuare
prosciugamenti e sopraluoghi in seguito alla fuoriuscita del
torrente Cenischia. Numerosi interventi vennero eseguiti nei
comuni di Nichelino e Moncalieri a causa dello straripamento
del Sangone e del fiume Po.
S’intervenne inoltre a Torino (Borgo Dora) in seguito
allo straripamento della Dora.
Alcuni vigili di Grugliasco parteciparono alla colonna mobile
che intervenne in Val D’Aosta.
IL
DISTACCAMENTO OGGI
La sede di Piazza Matteotti è stata intitolata, in occasione
della festa per i suoi 120 anni, alla memoria di Luigi Bongiovanni,
vigile volontario presso il distaccamento di Grugliasco, deceduto
in servizio.