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AMBASCIATORI
DI BUONA VOLONTA

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1873
1926
1958
1960/62
1979
1980 Irpinia
1989

 

 

 

...dal 1873 al servizio della Comunità (a Cura di Morbelli Stefano)

Infatti il 29 marzo del 1941 il Podestà di Grugliasco Comm. Maggiora, indirizzando una lettera al Consiglio di Amministrazione dell’83° Corpo Vigili del Fuoco di Torino, protestò per la situazione che si era creata in seguito all’entrata in vigore delle nuove disposizioni legislative che sancivano il passaggio di tutto il materiale antincendio dall’amministrazione comunale al corpo provinciale di appartenenza del comune.
E fu proprio questo il motivo della protesta del Podestà grugliaschese che denunciò l’impossibilità di operare, di esercitarsi, di partecipare ad operazioni di soccorso tecnico urgente del locale Corpo pompieristico in seguito al ritiro da parte dell’83° Corpo di Torino di tutto il materiale, ritiro peraltro avvenuto senza aver rilasciato all’ente comunale nessun documento che lo attestasse.
Il podestà non mancò in quest’occasione di sottolineare che tutta l’attrezzatura acquistata dal Comune di Grugliasco era il frutto di annuali sacrifici finanziari. Ma è evidente che ci fu qualche problema burocratico tra il Comune di Grugliasco e l’83° Corpo Vigili del Fuoco di Torino.
Infatti la risposta del Presidente del Consiglio d’amministrazione, tale Marconcini, non tardò ad arrivare.
Il 29 marzo del 1941 il Presidente scrisse e ribadì che il materiale inventariato e trasmesso all’83° Corpo era diventato di proprietà di detto Comando Provinciale come prevedeva la legge. Inoltre il Corpo volontario dei Vigili del Fuoco di Grugliasco era diventato un distaccamento dipendente dall’83° Corpo Vigili del Fuoco di Torino e non più dal Comune. Il Presidente aggiunse poi che, in caso di interventi ordinari oppure di bombardamenti aerei, la presenza di circa 80 vigili appartenenti al distaccamento permanente istituito di recente, avrebbe garantito migliori risultati rispetto alla piccola squadra “non permanente”. Il Presidente chiarì e ribadì che i Vigili della squadra di Grugliasco erano tenuti e potevano senza difficoltà esercitarsi con il materiale in questione. Non solo: essi avrebbero anche ricevuto maggiori insegnamenti da parte del Comandante permanente, tale Maresciallo Gribaudo. Il Comando Provinciale di Torino colse quindi l’occasione per informare il Podestà di Grugliasco che, in virtù dell’ampliamento dell’organico del suddetto Comando, sarebbero stati chiamati a prestare servizio per l’83° corpo anche alcuni componenti della squadra locale. Venne inoltre data la garanzia che era nelle intenzioni del Comando di Torino aumentare l’efficienza del distaccamento di Grugliasco. Purtroppo non ci sono altri documenti che permettano di capire come realmente fosse la situazione, ma una cosa è certa, i primi anni d’appartenenza al Comando di Torino da parte del distaccamento di Grugliasco non furono certo i più facili della sua storia. Se esaminiamo alcuni interventi significativi del corpo pompieristico di Grugliasco, non si può non ricordare il terribile incendio che distrusse la Cascina Fornas nell’autunno del 1952. Per domare l’incendio ci vollero ben 4 giorni e la squadra dei volontari si distinse particolarmente ricevendo anche l’elogio del Comandante dell’83° Corpo che nel suo encomio del 7 novembre 1952 (doc. 7) sottolineò la decisa e pronta azione svolta dalla squadra locale durante l’opera di spegnimento.
A seguito di quest’incendio il Comandante dell’83° Corpo effettuò dei sopralluoghi in Grugliasco e segnalò il rischio di pericolosi incendi a causa della presenza nelle cascine di numerosi depositi di foraggio. Fu questo il motivo dell’emanazione, da parte del comando torinese, di alcuni provvedimenti destinati alla prevenzione degli incendi. A titolo esemplificativo ricordiamo: - la paglia nell’abitato di Grugliasco non doveva essere tenuta sciolta ma pressata in balle
- la paglia e i foraggi non dovevano essere tenuti all’aperto nei cortili quando quest’ultimi erano circondati da abitazioni e tettoie
- i depositi di foraggio e paglia potevano essere istituiti solo sotto tettoie con muro tagliafuoco per camerata da 8 metri e dovevano elevarsi al di sopra del tetto
- divieto di fienili e pagliai sopra le abitazione poste a piano terra
Venne inoltre ribadita la necessità di tenere sotto controllo da parte del servizio di prevenzioni incendi del Comando di Torino alcune attività a rischio nonché i grossi depositi di paglia, foraggio e legname.
Un altro intervento degno di nota è quello relativo all’incendio della Fonderia Mandelli di Collegno il 10 marzo 1974.
La relazione debitamente archiviata recita: ”Alle ore 23.20 i vigili del fuoco del locale distaccamento vengono chiamati per uno scoppio avvenuto nella Fonderia Mandelli di via Torino, 21 in Collegno.
In breve tempo sono sul posto. Una lunga fiamma usciva da bombole di gas acetilene sistemate sopra un autocarro; affiancato a questo vi era un rimorchio, anche questo carico di bombole, per un totale di 210 bombole (chiuse fra di loro in pacchi e collegati l’un l’altro).
La squadra di vigili del fuoco discontinui giunta sul posto iniziava l’opera di spegnimento, che più che altro consisteva in raffreddamento delle bombole che venivano riscaldate dalla lunga fiamma che battendo contro il muro ritornava sulle stesse.
A questo punto né con l’acqua né con la schiuma si riusciva a spegnere la fiammata. Mentre alcuni vigili dirigevano i getti sulle bombole, il vigile Cravero Giovanni si portava vicinissimo alla fiamma e chiudeva le valvole, evitando così un grave pericolo alle persone ed allo stabilimento”.
Tale fatto venne riportato anche nel Bollettino del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco nell’edizione maggio-giugno 1974: “Il Sindaco del Comune di Grugliasco, con lettera del 29 marzo u.s., ha segnalato la meritoria attività svolta dai vigili del fuoco volontari del locale distaccamento, prodigatisi nelle operazioni di spegnimento dell’incendio sviluppatosi nella Fonderia Mandelli di Collegno (Torino) nel corso delle quali si è particolarmente distinto il vigile Giovanni Cravero. Il Direttore Generale della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi nel prendere atto di quanto riferito dal Sindaco di Grugliasco, ha pregato il Comandante di Torino di voler far pervenire al personale tutto del distaccamento l’espressione del più vivo compiacimento e l’elogio del Ministero per l’intera opera svolta, con elevato spirito di iniziativa e senso del dovere, nell’interesse delle popolazioni di quella zona. Il Direttore Generale ha disposto in favore del vigile Giovanni Cravero anche la concessione di un premio in denaro, in riconoscimento del lodevole comportamento dimostrato durante il predetto intervento”.

In seguito all’apertura del distaccamento permanente di Grugliasco, i vigili del fuoco volontari di Grugliasco furono ridotti all’inattività.
Infatti nell’estate del 1978 venne applicata la normativa nazionale che prevedeva lo smantellamento dei distaccamenti volontari nei comuni dove era presente un presidio permanente.
Dapprima il Comando Provinciale di Torino privò il distaccamento volontario dei mezzi (tra cui l’autopompa OM 150) e di tutta l’attrezzatura, lasciando il solo equipaggiamento personale dei vigili e alcuni armadietti.
In seguito tolse al distaccamento anche gli armadietti portando l’equipaggiamento dei volontari presso la caserma di corso Allamano, e restituì i locali che ospitavano il distaccamento al Comune di Grugliasco che ne era locatore.
Dopo 105 anni di attività ininterrotta sembrava che la storia del distaccamento di Grugliasco fosse veramente alla fine.
Ma se furono in molti ad auspicare la chiusura del distaccamento volontario di Grugliasco, furono anche in molti a rivendicare l’importanza di questa struttura lottando per ridare al corpo l’operatività e l’efficienza che gli era stata negata. Durante il periodo di inattività del distaccamento, un incendio si sviluppò in via Girardi n. 7 a Grugliasco.

Oltre al personale permanente intervennero anche alcuni vigili volontari di Grugliasco che, avvisati dal personale del Comune, si recarono con mezzi propri sul luogo dell’intervento operando con le squadre permanenti inviate sul posto. Il sindaco di allora, Angelo Ferrara, espresse i più vivi ringraziamenti per l’attività svolta “con spirito di sacrifico e grande senso civico” (doc. 8).
Il Comune di Grugliasco fu sicuramente l’ente che meno gradì la perdita del distaccamento di piazza Matteotti e non fu insensibile alle richieste di aiuto dei volontari.
Infatti il Sindaco, tale Angelo Ferrara, scrisse un’istanza al Comandante dell’ 83° Corpo di Torino dove chiese la riapertura immediata del distaccamento volontario.
Il Comune propose di offrire nuovamente i locali che ospitavano il distaccamento senza far pagare al Ministero degli Interni alcuna locazione e di ristrutturare i locali fornendoli di servizi igienici, docce e telefono. L’inattività del distaccamento durò circa un anno e mezzo ma grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, dei vigili volontari, del Comando Provinciale di Torino, degli organi di stampa, si superarono molte difficoltà e il distaccamento venne riaperto. Alla riapertura venne consegnato al distaccamento un ACT ROMEO; in seguito arrivò un LEONCINO APS e alla fine un OM150 APS.

Non si può in questa sede non fare un breve cenno all’incendio che colpì l’11 aprile del 1997 il Duomo di Torino, dove è conservata la Sacra Sindone.
I Vigili del Fuoco di Grugliasco vennero allertati pochi minuti prima della mezzanotte a supporto delle prime squadre della centrale di corso Regina intervenute per prime sul luogo dell’incendio.
Dal distaccamento partirono immediatamente 15 vigili muniti di tutti i mezzi a disposizione: l’a.p.s., il polisoccorso e la campagnola. Una squadra composta da 4 vigili venne trattenuta in centrale per sopperire alla mancanza di personale permanente che era stato inviato presso il luogo dell’intervento.
Il resto dei vigili partecipò alle operazioni di spegnimento. La scena che si presentò fu sconvolgente: la cappella del Guarini era avvolta dalle fiamme e il pericolo di crolli era elevato. Alcuni vigili entrarono nel Duomo e si recarono sotto la cappella partecipando attivamente alle operazioni di salvataggio della Sacra Sindone.

Nel 1999 il distaccamento di Grugliasco aderì all’invito dell’ Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari di partecipare alla Missione Arcobaleno promossa dal Ministero degli Interni in occasione dell’invasione dei profughi kossovari in Albania. Volontari di Grugliasco parteciparono alla prima spedizione a Valona dove lavorarono per l’allestimento del campo profughi della Regione Piemonte e si fermarono per l’intera durata della Missione Arcobaleno. Da sottolineare l’operato del Vigile Volontario Maria Luisi Benini che rimase nel campo di Valona per alcuni mesi con mansioni di coordinamento.
Al suo rientro in Italia venne premiata con la medaglia d’oro al valor civile per l’operato svolto in Albania.

Nell’ottobre 2000, il Piemonte fu colpito da un terribile alluvione.
Poiché Grugliasco non fu toccata dalla furia della acque, il distaccamento operò in zone diverse da quelle di normale appartenenza.
Squadre operarono infatti presso Susa (TO) in supporto al locale distaccamento permanente, poiché era necessario effettuare prosciugamenti e sopraluoghi in seguito alla fuoriuscita del torrente Cenischia. Numerosi interventi vennero eseguiti nei comuni di Nichelino e Moncalieri a causa dello straripamento del Sangone e del fiume Po.
S’intervenne inoltre a Torino (Borgo Dora) in seguito allo straripamento della Dora.
Alcuni vigili di Grugliasco parteciparono alla colonna mobile che intervenne in Val D’Aosta.

IL DISTACCAMENTO OGGI
La sede di Piazza Matteotti è stata intitolata, in occasione della festa per i suoi 120 anni, alla memoria di Luigi Bongiovanni, vigile volontario presso il distaccamento di Grugliasco, deceduto in servizio.


Attualmente l’organico del distaccamento è composto da 35 unità e il coordinatore è Tribastone Salvatore.
Alle dirette dipendenze del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino, opera sul territorio di due comuni, Grugliasco e Collegno, ma effettua molti interventi anche in Torino.
In caso di particolari situazioni (gravi incendi, calamità, etc.) opera anche in ambito provinciale e regionale.
Quando perviene una richiesta di intervento alla centrale tramite il numero nazionale 115, la centrale di Torino attiva i ricerca persona e le ricetrasmittenti che sono in dotazione al personale ed i vigili reperibili (24 ore su 24) si recano in distaccamento dove, nel giro di qualche minuto, una squadra esce con il mezzo più adatto all’intervento. Per gravi emergenze una seconda squadra è attivabile in circa 10-15 minuti. L’attività del distaccamento non è solo rivolta all’effettuazione degli interventi ma anche all’addestramento, alla pulizia e alla manutenzione dei mezzi nonché allo svolgimento di attività prettamente burocratiche.

[Storia 1]

 

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