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Irpinia |
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...dal
1873 al servizio della Comunità (a Cura di Morbelli
Stefano) |
Il
corpo pompieristico del Comune di Grugliasco ha da sempre costituito
per la città stessa un’importante istituzione, contribuendo
alla sua formazione sociale, al suo senso civico, nonché
garantendo la sua sicurezza e protezione.
E’ passato oltre un secolo dalla fondazione del Corpo dei
Vigili del Fuoco di Grugliasco e la festa per i 130 anni rappresenta
un momento significativo per la vita della città.
Come 130 anni fa i volontari continuano a mettere a disposizione
il proprio tempo, la propria competenza e professionalità
accomunati dalla stessa passione e dallo stesso desiderio di dedicarsi
agli altri e di aiutare la gente.
Nel corso degli anni sono cambiati i tipi di interventi, i mezzi
e l’attrezzatura, il modo di lavorare e di vivere della
gente, è cambiata l ’organizzazione del Corpo ma
non è cambiato l’impegno e la dedizione dei volontari
e dell’Amministrazione Comunale per il distaccamento di
Grugliasco.
Anche se il suono delle campane, che un tempo allertava i pompieri,
ha lasciato il posto alla sirena antiaerea, a sua volta sostituita
dai cercapersone e dalle ricetrasmittenti, la prontezza e la velocità
con cui intervengono i Vigili del Fuoco Volontari è sempre
immediata.
Non è altresì mutato l’impegno del Comune
di Grugliasco che dal 1873 contribuisce in maniera determinante
a mantenere efficiente il proprio distaccamento.
Dalla fondazione fino ai giorni nostri ha dotato il distaccamento
della sede che lo ospita, di mezzi e attrezzature che lo hanno
reso sempre più efficiente nel corso degli anni e in grado
di rispondere alle nuove tipologie d’intervento che sono
nate con il passare del tempo.
Tutto ciò anche quando le leggi nazionali gli avrebbero
permesso di non occuparsi più del locale corpo dei Vigili
del Fuoco Volontari; dall’acquisto della prima pompa a mano
fino all’ acquisto della prima autopompa Fiat 15 ter nel
1934 si arriva ai giorni nostri dove l’Amministrazione Comunale
ha acquistato un APS della nuova generazione data in comodato
d’uso al proprio distaccamento cittadino. Ma il legame tra
la città di Grugliasco e i Vigili del Fuoco va ben oltre
il solo impegno finanziario dell’Amministrazione Comunale
e va ricercato nella volontà comune di credere nei valori
fondamentali della convivenza civile, primo fra tutti la solidarietà
tra le persone.
Ma veniamo ora alla storia del distaccamento.
La nascita di una Compagnia di Guardie al Fuoco a Grugliasco risale
alla fine del diciannovesimo secolo.
Il primo documento significativo a tal proposito è un verbale
del Consiglio Comunale del 7 maggio 1873 nel quale, a seguito
dell’acquisto da parte del Comune di una tromba idraulica
per lo spegnimento degli incendi, “si rese necessario selezionare
del personale in grado di utilizzarla”.
La
decisione di acquistare una tromba idraulica era stata presa
il 23 novembre del 1872, nel corso di una seduta della Comunità
di Grugliasco. Tale acquisto aveva comportato una spesa di Lire
697,76 e tale somma era stata ricavata dalla vendita dei tubi
di piombo per la condotta dell’acqua potabile (doc. 2).
Come si evince dal doc. 1, nel corso della seduta venne presentata
una lista di cittadini grugliaschesi aventi i requisiti tali
da poter “disimpegnare lodevolmente il servizio della
pompa idraulica degli incendi”. Ma, a seguito dell’osservazione
di un consigliere, tale Cavaliere Gay Di Quarti, il quale suggeriva
di raccogliere informazioni sui regolamenti e le procedure applicate
dalle Guardie ai Fuochi dei comuni limitrofi, venne deciso di
rinviare qualsiasi deliberazione fino a che “non siano
pervenuti al Consiglio speciali informazioni al riguardo”.
Per l’esattezza il consiglio comunale che deliberò
la nascita del corpo si tenne il 14 maggio del 1873, data che
ufficialmente si puo’ considerare come quella di fondazione
del primo distaccamento di pompieri di Grugliasco. Il consiglio
comunale guidato dall’allora Sindaco Giacinto Caffaratti
deliberò quindi senza alcuna opposizione di formare la
propria Compagnia di Guardie al Fuoco, inizialmente composta
da dieci persone e “stabilendo alla medesima un annuo
premio di lire cinquanta”. Della istruzione e direzione
della stessa se ne prese carico un certo signor Simonetta, che
aveva già ricoperto tale carica in Torino.
Il Consiglio ritenne anche necessario provvedere alla formazione
degli statuti regolanti il servizio e all’istruzione delle
guardie stesse ma poiché tale compito richiedeva uno
“spazio di tempo non concesso dall’urgenza di provvedere
ad ogni possibile evento in cui l’intervento delle medesime
fosse richiesto” si decise di rimandare ad altra epoca
la compilazione e discussione del regolamento. Il regolamento
del corpo dei pompieri di Grugliasco venne approvato definitivamente
nel mese di novembre del 1929.
Non venne neppure approvata la proposta fatta dal sindaco di
stabilire un “tenue premio a quella guardia che in caso
d’incendio accorresse per primo a prestare soccorso”.
In data 24 settembre 1873, con apposito verbale del consiglio,
venne nominato, in surrogazione del signor Simonetta dimissionario,
un nuovo Direttore, tale Gariglio Giovanni.
Nel 1887 il Municipio decise di fornire al proprio corpo pompieri
una pompa più moderna ed efficiente per lo spegnimento
degli incendi rispetto alla tromba idraulica acquistata nel
1872. Il costo dell’ intervento fu di 1725 lire ma non
si limitò al solo acquisto della pompa: infatti il corpo
dei pompieri fu dotato di 11 cinture di salvataggio.
La
nuova pompa fu acquistata dalla ditta Berzia di Torino.

Era
completamente manuale ed era montata su un carro a due ruote
dotato di ammortizzatori a molle, di un fanale a candele e di
due tubi di aspirazione di 3,5 metri di lunghezza. Ma la vera
rivoluzione si ebbe nel 1933 quando il Municipio di Grugliasco
decise di dotarsi della prima motopompa. Tale acquisto, visto
lo stanziamento a Bilancio 1933 per l’importo di Lire
9.000, fu deliberato con la seduta comunale del 16 gennaio 1933
e si rese necessario a causa dell’inaffidabilità
ed inefficienza dell’attrezzatura utilizzata fino a quel
momento. Con successiva delibera del 22 marzo 1933 il Consiglio
Comunale decise di acquistare la stessa dalla Società
Anonima Vendita Autoveicoli (S.A.V.A.) e di ripartire il costo
sui bilanci per gli esercizi 1933-1934-1935. La prima rata,
pari a Lire 8.231,60, venne eseguita con lo stanziamento posto
nel bilancio 1933. La prima motopompa Fiat aveva un motore di
514 cc, era montata su un carro a due ruote ed una di scorta;
era dotata di due rubinetti spartitori a tre vie e 4 tubi di
aspirazione di 2,5 metri di aspirazione cadauno. In questo periodo
l’allertamento veniva ancora eseguito tramite il suono
delle “campane a stormo”: giunti finalmente in caserma,
dopo aver indossato la divisa, i pompieri potevano prendere
la pompa e portarsi sul luogo dell’incendio. I tempi di
organizzazione e di uscita della squadra, come è facile
evincere, erano lunghi e ciò si ripercuoteva di conseguenza
sull’incendio che assumeva rapidamente dimensioni a volte
drammatiche. Succedeva quindi che i tempi di percorrenza dalla
sede al luogo del sinistro fossero lunghi e che la popolazione
non sempre accogliesse con riconoscenza l’arrivo dei pompieri.
Questi giungevano sul luogo dell’incendio stanchi e trafelati
a causa del faticoso trasporto della moto pompa, in quanto all’epoca
il traino era affidato alla sola forza fisica degli uomini.
Inoltre gli accessori e gli attrezzi della pompa non potevano
essere trasportati con lo stesso traino, richiedendo questi
un altro mezzo di trasporto. Fu questa presumibilmente la ragione
per la quale il Consiglio Comunale deliberò il 15 giugno
1934 l’acquisto di un autocarro attrezzi per il Corpo
Pompieri che venne acquistato dalla Soc. Fiat, denominato Fiat
Tipo 15 Ter, con avviamento a manovella, fanali di acetilene
ed appositamente attrezzato ed adattato per il servizio al quale
doveva essere adibito. Il prezzo fu convenuto in Lire 12.500.
Tale spesa venne ripartita in due esercizi e più precisamente
in Lire 6.500 sul bilancio 1934 e per le restanti Lire 6.000
sul bilancio 1935.
Un ricordo: “Allertati per la presenza di un incendio
di una segheria situata in Grugliasco nelle vicinanza dell’
attuale via C.N.L, i Vigili del Fuoco si prodigarono a risolvere
il primo problema che gli si presentava ogni qualvolta c’era
da effettuare qualche intervento: mettere in moto il Fiat 15
ter. Si dice che fosse un’impresa metterlo in moto d’estate
e figuratevi in una notte invernale!!! Il camion non volle mettersi
in moto e così, legate due grosse corde attorno al carro
su cui era montata la motopompa Fiat, i Vigili incominciarono
a correre verso il luogo dell’incendio tirando la pesante
pompa. Arrivati stremati sul luogo poterono attaccare l’incendio
approfittando della vicinanza della bialera da cui poterono
aspirare l’acqua necessaria allo spegnimento” Ma
il Comune di Grugliasco non contribuì solo finanziariamente
a perequare la causa dei pompieri. Interessante è una
lettera inviata dal Podestà di Grugliasco, Ing. Rosciano,
al Podestà di Torino, con la quale si evidenzia la mancanza
fra i componenti del Corpo di un pompiere che conosca il funzionamento
della pompa e si chiede quindi l’invio di un pompiere
di Torino per “l’istruzione e l’addestramento
dei pompieri di Grugliasco”. Tale richiesta era già
stata precedentemente discussa con il Comandante dei Pompieri
di Torino, che perfettamente d’accordo, aveva ritenuto
la richiesta “assai opportuna” poiché sovente
i Pompieri di Grugliasco prestavano la loro opera in unione
a quelli di Torino. Le spese dell’indennità competente
all’incaricato sarebbero state sostenute dal comune richiedente
la prestazione. Fu il Brigadiere Cornaglia Giovannni del Comando
Corpo Pompieri di Torino ad occuparsi dell’addestramento
dei volontari di Grugliasco. L’attività svolta
fu proficua e soddisfacente nonché indispensabile per
la crescita professionale del corpo di Grugliasco. L’amministrazione
comunale non mancò di dimostrarlo al Comandante di Torino
che, con la nota del 9 novembre del 1934, espresse la sua soddisfazione
per il lavoro svolto dal proprio graduato. Per quanto riguarda
il materiale in carico al Corpo, a seguito dell’entrata
in vigore del Regio Decreto n. 2472 del 10 ottobre 1942, che
sanciva il passaggio dei mezzi, dell’attrezzatura e del
personale dalle amministrazioni locali a quella provinciale
(83° Corpo Pompieri di Torino), la Provincia di Torino richiese
al Podestà di Grugliasco la redazione di un elenco ufficiale
di tutto il materiale fino ad allora in carico al Comune. Nella
richiesta ufficiale dell’inventario avanzata dall’amministrazione
provinciale, si demandò la responsabilità su tutto
il materiale inventariato al locale Comandante Geom. Fornas
Carlo, il quale doveva rendere conto al Comandante Provinciale
per “l’esistenza, la manutenzione, e la buona conservazione”.
Il passaggio di proprietà avvenne ufficialmente il 14
maggio del 1936 in Municipio alla presenza del Comandante di
Torino Ing. Viterbi, di un funzionario delle provincia, di un
rappresentante del Comune, del Comandante dei pompieri di Grugliasco
Geom. Fornas e di tutti i pompieri “liberi da qualsiasi
servizio od occupazione personale”. Ma i rapporti tra
il Comune di Grugliasco e il Comando di Torino non furono sempre
buoni.
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[Storia
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